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Principali rischi per la salute e attivita' di prevenzione



I rischi per la salute



Effetti indotti da campi elettromagnetici a bassa frequenza

Fino a qualche decennio fa le radiazioni causate da campi elettromagnetici ELF non erano considerate in grado di interagire con i sistemi biologici. Con il passare degli anni sono stati condotti diversi studi e sono state portate evidenze di molti effetti biologici dell’esposizione ai campi elettromagnetici, anche se persistono opinioni contrastanti sulle possibili conseguenze avverse per la salute.

Una prima e importante distinzione va fatta tra
EFFETTI BIOLOGICI ed EFFETTI SANITARI.

Quest’aspetto è stato precisato dall’OMS - Organizzazione mondiale della sanità – nel Promemoria n° 182 del 1998:
  • Si verifica un effetto biologico quando l’esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico
Quando un organismo biologico viene immerso in un campo elettromagnetico si ha una perturbazione dell'equilibrio elettrico a livello molecolare, in quanto tali campi generano correnti e campi elettrici variabili nel tempo che a loro volta inducono una stimolazione diretta delle cellule eccitabili, come quelle dei tessuti nervoso e muscolare.
  • Si ha invece un effetto sanitario (di danno alla salute) quando l’effetto biologico è tale da non poter essere compensato naturalmente dall’organismo, portando a qualche condizione di danno alla salute, intesa come stato di completo benessere fisico-mentale e socio-comportamentale.

Tra gli effetti sanitari si distinguono effetti:
  1. a breve termine o immediati, di natura acuta o deterministica, con presenza di soglia di esposizione. Si possono verificare sensazioni tattili o visive disturbate o contrazioni muscolari involontarie; oppure riscaldamento locale dei tessuti provocati per effetto Joule dalle correnti indotte;
  2. a lungo termine o stocastici, di natura cronica, senza la presenza di soglia. Si possono verificare sintomi soggettivi come cefalee ed insonnia e sintomi oggettivi come malattie degenerative e tumori; oppure si hanno degli effetti a livello del sistema nervoso centrale e sugli apparati circolatorio, neurovegetativo e neuroendocrino.
 

 
UNO STUDIO RECENTISSIMO
attesta, per popolazioni che vivono in prossimità di linee elettriche a bassa frequenza esposte a campi elettromagnetici maggiori di 0,4 microtesla, raddoppiano il rischio di contrarre leucemie infantili (in Italia i casi totali di leucemia infantile sono 430 all’anno).


Per quanto riguarda lo sviluppo dei tumori, esiste la classificazione dell’Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che prevede cinque gruppi distinti:

Gruppo 1 - L’agente è cancerogeno per l’uomo
Gruppo 2A - L’agente è probabilmente cancerogeno per l’uomo
Gruppo 2B - L’agente è possibilmente cancerogeno per l’uomo
Gruppo 3 - L’agente non è classificabile quanto alla sua cancerogenicità
Gruppo 4 - L’agente è probabilmente non cancerogeno per l’uomo
Da alcuni studi risulta un eccesso di incidenza di tumori e di leucemie, rispetto ai tassi di riferimento nazionali, nelle popolazioni residenti in prossimità di sistemi radiotelevisivi ed esposte a campi elettrici superiori a 60 V/m, in un raggio di 2 chilometri dalla sorgente.

Nel luglio 2001 lo IARC ha inserito i campi elettromagnetici nella classe 2B dei “possibili cancerogeni”, affermando che sussiste una “consistente associazione statistica” tra l’esposizione a campi elettromagnetici al di sopra di 0,4 microtesla ed un aumento del rischio di contrarre leucemie infantili.
 


Effetti indotti da campi elettromagnetici ad alta frequenza
 
L'effetto principale legato all'esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza è quello termico. L’effetto dipende dall’intensità, dalla durata e dalla frequenza delle radiazioni. Se l’aumento del calore corporeo supera gli 1–2 gradi Celsius, l’effetto è pari a quello prodotto dalla febbre o dal forte caldo e porta ad una riduzione dell’attività mentale e ad una perturbazione delle funzioni corporee. Gli organi scarsamente irrorati dal sangue, come l’occhio o le gonadi maschili, sono particolarmente colpiti da tale riscaldamento. Al di sotto di una certa intensità di radiazione non vi sono più effetti termici in quanto il corpo è in grado di compensare lievi sbalzi di temperatura.

Attualmente gli scienziati stanno indagando sugli effetti a lungo termine che tali radiazioni provocano al di sotto della soglia di riscaldamento del corpo umano. Alcuni ricercatori hanno segnalato effetti di piccola entità legati all'uso del telefono cellulare, anche se questi sembrano rientrare nei limiti di variabilità per l'uomo. Peraltro la tecnologia è ancora molto giovane per escludere la possibilità di effetti a lungo termine.
I campi elettromagnetici ad alta frequenza e bassa intensità sembrano non avere effetti a lungo termine sul corpo umano. Tuttavia non è da escludere che in futuro gli scienziati dimostrino la correlazione tra alcune patologie e l'esposizione a tali campi.


Precauzioni per minimizzare l'esposizione ai campi elettromagnetici

Anche se in molti casi non è stato accertato l'effetto che i campi elettromagnetici hanno sulla salute, è bene che ciascuno di noi osservi alcune semplici precauzioni per ridurre l'esposizione a tali campi.

Per minimizzare l'esposizione ai campi a bassa frequenza è consigliabile:
  • Evitare di posizionare apparecchi elettrici in camera da letto, specialmente sul comodino, ed eventualmente staccare il filo di alimentazione dalle prese. Non disporre il letto nelle vicinanze di una parete nella quale siano disposti più elettrodomestici;
  • Non sostare in prossimità di elettrodomestici in funzione;
  • In caso di acquisto di una nuova casa è preferibile che sia distante almeno 300 metri da elettrodotti ad altissima tensione e che non vi siano cabine di trasformazione MT/BT all'interno dell'edificio.
  • Per tutte le apparecchature elettriche in generale (phon, rasoio elettrico, aspirapolvere, ecc.) è opportuno che ci si ponga alla massima distanza utile, che si eviti di lasciarle accese inutilmente e che si stacchi la presa quando non sono in funzione.
Per minimizzare l'esposizione dovuta all'utilizzo del cellulare è opportuno:
  • Usare l'apparecchio distante dalla testa attraverso l'utilizzo dell'auricolare o della funzione vivavoce;
  • Limitare la durata delle telefonate ed alternare frequentemente l'orecchio onde distribuire gli effetti termini indotti;
  • Non utilizzare il cellulare negli ambienti in cui ci sono apparecchiature elettromedicali e nelle vicinanze di portatori di pacemaker;
  • Evitare l'uso del cellulare in ambienti con scarsa ricezione, in quanto il dispositivo aumenta automaticamente la potenza emessa;
  • Se si utilizza il cellulare prevalemtemente in auto prediligere modelli veicolari con antenna esterna;
  • Non portare il cellulare in prossimità del cuore o degli organi genitali;
  • Evitare di ricaricare il telefonino appoggiandolo sul comodino durante il riposo.