Sorgenti a Frequenze Estremamente Basse
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A frequenze estremamente basse i campi elettrici e i campi magnetici si propagano nello spazio in maniera indipendente gli uni dagli altri. I dispositivi che emettono un campo ELF appartengono principalmente alle seguenti categorie:
- GLI APPARECCHI DOMESTICI
che utilizzano energia elettrica sono anche sorgenti di un campo elettromagnetico ELF e, conseguentemente, danno luogo ad esposizioni a tale agente fisico. Tenendo conto che l’intensità dei campi diminuisce rapidamente con la distanza, l’esposizione riguarda prevalentemente zone parziali del corpo, come ad esempio il capo per il phon ed il viso per il rasoio elettrico.
E’ utile sottolineare il fatto che il campo elettrico deriva dai conduttori inseriti nelle prese, quindi è comunque presente anche quando gli apparecchi elettrici sono spenti ma collegati alla rete, mentre il campo magnetico si produce quando gli apparecchi vengono messi in funzione ed in essi circola corrente.
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ELF (Extremely Low Frequencies) è l'acronimo in inglese per definire i campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse, comprese tra 0 Hz e 3 KHz.
L’utilizzo di elettrodomestici, insieme alla presenza di corrente nella rete di alimentazione dell’abitazione, produce un campo magnetico ELF di fondo in ambiente domestico (» 0,05 µT). |
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- GLI ELETTRODOTTI
Le sorgenti tipiche dell’inquinamento alle basse frequenze sono gli elettrodotti (sistema di trasporto, trasformazione e distribuzione dell’energia elettrica a 50 Hz). La tecnica usata per il trasporto dell’energia elettrica consiste nell’utilizzare tensioni molto elevate e correnti relativamente basse allo scopo di minimizzare le perdite. Maggiore é la quantità di energia richiesta, maggiore é la corrente trasportata dalle linee e quindi maggiore é il campo magnetico generato, che diminuisce anch’esso molto rapidamente con la distanza dalla linea. La tabella seguente riporta alcuni esempi del valore assunto dai campi ELF nei pressi degli elettrodotti.
- CABINE DI TRASFORMAZIONE
Le cabine di trasformazione (o sottostazioni di trasformazione) modificano l'energia elettrica dalla tensione di trasporto a quella di distribuzione richiesta. Le stazioni primarie di trasformazione occupano spazi notevoli e sono il punto di arrivo e partenza di più linee aeree; sono solitamente costruite in zone con scarsa presenza di abitazioni e pertanto non dovrebbero porre problemi dal punto di vista dell'esposizione della popolazione.
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Sorgenti ad Alta Frequenza
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Alle alte frequenze, i campi elettrici e magnetici sono mutuamente correlati: l’esistenza dell’uno comporta sempre l’esistenza dell’altro e, congiuntamente, costituiscono il "campo elettromagnetico" che ha la proprietà di propagarsi nello spazio a distanze molto grandi (anche a migliaia di chilometri) dalla sorgente che lo ha generato. Tutto il sistema delle telecomunicazioni e le relative tecnologie sono basate sulle proprietà propagative del campo elettromagnetico.
Le sorgenti tipiche alle alte frequenze sono costituite dalle seguenti tipologie di impianti:
a) telefonia mobile b) televisivi c) radiofonici
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| TIPO |
SOTTOTIPO |
| TELEFONIA |
TACS |
| GSM |
| DCS |
| UMTS |
| PONTE RADIO |
| RADIOFONIA |
VLF (148.5 - 283.5 kHz) |
| LF (526.5 - 1606.5 kHz) |
| MF (87.5 - 108.0 MHz) |
| DAB (223 - 230 MHz) |
| PONTE RADIO |
| TELEVISIONE |
VHF_BANDA_I |
| VHF_BANDA_II |
| VHF_BANDA_III |
| VHF_BANDA_IV |
| VHF_BANDA_V |
| PONTE RADIO |
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Per le implicazioni sulla salute umana, la criticità degli impianti ad alta frequenza dipende congiuntamente dai seguenti parametri: - potenza di emissione - frequenza di funzionamento - capacitá di captare o irradiare potenza nelle varie direzioni - posizione dell’antenna rispetto agli insediamenti abitativi
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- LA TELEFONIA MOBILE E LA RETE CELLULARE
L'uso dei cellulari continua in maniera esponenziale e di conseguenza la presenza di stazioni radio base (SRB) sul territorio. Ciò è causa di accesi dibattiti circa il loro funzionamento e i rischi sanitari ad esse connesse.
Il funzionamento dei cellulari avviene tramite la suddivisione in “celle” del territorio, ognuna delle quali è coperta da una stazione radio base. Questa suddivisione del territorio permette di ridurre la potenza emessa da ciascuna SRB fino a valori nell'ordine di pochi Watt. Ogni stazione radio base serve una limitata area di territorio e la sua collocazione sui piloni dell'illuminazione o sugli edifici è necessaria per servire la zona secondo lo schema indicato nella figura che segue.

All'aumentare delle SRB, aumenta il numero di utenti che il sistema può servire e diminuiscono le potenze di trasmissione.
La caratteristica di emissione del fascio di radiazione di una stazione radio base è direzionale e l'edificio che la ospita ha un'esposizione minima. Inoltre la direzionalità di questo tipo di antenne fa sì che non si abbia emissione di radiazioni a 360°, ma solo in una direzione ben precisa, in questo modo si limita l'emissione di radiazioni solo verso le aree in cui sono presenti utenti. Pertanto il rischio di esposizione a radiazioni non è solo correlato alla vicinanza con l'antenna, ma anche alla direzione verso cui l'antenna propaga le radiazioni (vedi figura).

I telefoni cellulari hanno potenze di trasmissione molto inferiori rispetto alle SRB, ma poichè l'antenna del telefonino si trova normalmente molto vicino alla testa, il suo uso comporta un assorbimento di energia "elevato", significativamente superiore rispetto all'assorbimento che si avrebbe a causa della presenza di una stazione radio base nelle vicinanze della propria abitazione. Basti pensare che l'intensità di campo elettrico a 5 cm dall'antenna di un telefono cellulare può variare tra 10 e 100 V/m, a seconda delle condizioni di ricezione.
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- IMPIANTI FISSI PER TELECOMUNICAZIONI
Questi sono sistemi che per svolgere la loro funzione devono emettere nell’ambiente esterno, con la massima efficienza attraverso una antenna trasmittente, l’energia elettromagnetica generata dagli apparati. Le antenne operano, quindi, la trasformazione di un segnale elettrico in energia elettromagnetica irradiata nello spazio libero (antenne trasmittenti) oppure effettuano la conversione inversa (antenne riceventi). La trasmissione può essere di tipo direttivo, cioè da punto a punto (ponti radio), oppure di tipo broadcasting, cioè da un punto emittente a molti punti riceventi (ripetitori radiotelevisivi e stazione radio per telefonia cellulare).
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I ripetitori radiotelevisivi sono impianti broadcasting che hanno spesso potenze superiori al kW (da 1 a 500 kW per emittenti radiofoniche ad onde medie, da 1 a 12 kW per emittenti radiofoniche FM, da 0.1 a 1 kW per emittenti TV). A seconda della loro quota di installazione, coprono bacini di utenza che interessano anche più province. Le emittenti radio televisive sono perciò le più critiche per quanto riguarda l’entità dei campi elettromagnetici e l’esposizione della popolazione.
In alcuni casi, le potenze elevate, unitamente ad apparati installati a pochi metri dal suolo, sottopongono la popolazione che vive nelle vicinanze a esposizioni eccessive.
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I ponti radio emettono il segnale in una direzione precisa e con una frequenza elevata, e servono per collegare tra loro due antenne distanti senza ostacoli interposti.
Solitamente essi vengono realizzati con antenne paraboliche che irradiano l'energia elettromagnetica in fasci molto stretti, sia orizzontalmente sia verticalmente, inviano il segnale a grandi distanze impiegando potenze in molti casi inferiori al Watt.
Questi impianti, spesso di grandi dimensioni, grazie alla loro elevata direttività ed alle potenze impiegate, non presentano problemi in ordine alla protezione ambientale e sanitaria.
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