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Normativa di tutela ed enti preposti al controllo


 

Normativa di tutela

 
Il 22 febbraio 2001 è entrata in vigore la legge quadro sulla protezione dalle esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

In particolare, la legge si propone di tutelare la salute della popolazione e dei lavoratori professionalmente esposti sia dagli effetti a breve che a lungo termine, mediante l’introduzione di limiti di esposizione, valori di attenzione, obiettivi di qualità.
La determinazione di tali valori è demandata a decreti attuativi, alcuni relativi alla tutela della popolazione, altri alla tutela dei lavoratori professionalmente esposti.

In particolare, i limiti relativi alla tutela della popolazione sono stabiliti dai due D.P.C.M. 8 luglio 2003 e sono così suddivisi:

Limiti LF.JPG

Limiti HF.JPG


In entrambe le tabelle i limiti di esposizione si riferiscono alla prevenzione degli effetti acuti, i valori di attenzione valgono per i luoghi adibiti a permanenze superiori alle quattro ore (abitazioni, uffici, scuole, ospedali) per la prevenzione degli effetti a lungo termine, gli obiettivi di qualità sono finalizzati alla progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici.

Infine, per quanto riguarda gli SPAZI DESTINATI ALL'INFANZIA, quali scuole, asili nido e parchi gioco, si può fare riferimento a una circolare dell’agosto ’99 del Ministero dell’Ambiente, nella quale sulla base di un’ordinanza del Tribunale Amministrativo della Regione Veneto del 29 luglio 1999 relativa ad una scuola nel Comune di Merano (confermata dalla sentenza della Corte Costituzionale 382 del ’99), si fissa in 0,2 microtesla il valore di campo elettromagnetico da raggiungere con la massima urgenza in tali ambienti, attraverso adeguate opere di risanamento.
Scopo di questa nuova normativa, una tra le più avanzate nel mondo, è di regolare in modo organico l’intera materia, dunque sia le alte che le basse frequenze, assumendo come criterio fondante il principio di cautela.





A tutela delle esposizioni a campi a frequenze comprese tra 0 Hz e 100 kHz, generati da sorgenti non riconducibili agli elettrodotti, si applica l'insieme completo delle restrizioni stabilite nella raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 12 luglio 1999;


Lo stesso decreto prevede che nella progettazione e nella realizzazione di nuovi impianti e nell'adeguamento di quelli esistenti si debba fare in modo di minimizzare l'esposizione della popolazione, compatibilmente con la qualità del servizio.





Naturalmente, oltre ai limiti in fatto di “elettrosmog” tutti gli impianti devono rispettare i vincoli di tipo urbanistico paesaggistico, nonché le norme di sicurezza.



Gli enti preposti al controllo

La vigilanza sul rispetto dei limiti di legge è di competenza delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (Arpa), laddove costituite; in mancanza di esse, tocca intervenire alle Aziende Sanitarie Locali (Asl). In tutti i casi, inoltre, una specifica responsabilità ricade sul Sindaco, come massimo ufficiale sanitario nel territorio comunale, mentre negli ambienti di lavoro la competenza è dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (Ispesl).



Naturalmente, oltre ai limiti in fatto di “elettrosmog” tutti gli impianti devono rispettare i vincoli di tipo urbanistico paesaggistico, nonché le norme di sicurezza.



Regolamenti comunali

Secondo quanto stabilito dalla Legge Quadro, i Comuni possono adottare un regolamento che definisca le procedure per assicurare un ordinato sviluppo territoriale, una corretta localizzazione dei nuovi impianti, riqualificare gli impianti esistenti, limitare l'inquinamento ambientale e assicurare una corretta tutela urbanistica e paesaggistica.

LE FINALITÀ DEL REGOLAMENTO
devono essere quelle di stabilire criteri per:

- Individuare aree non idonee da evitare per l'installazione di sorgenti di onde elettromagnetiche;
- Individuare aree vincolate nelle quali bisogna conservare o abbassare il livello di Campi Elettromagnetici, quali ad esempio scuole, asili nido, ospedali, ecc.;
- Individuare le aree idonee alla installazione di nuove sorgenti elettromagnetiche.

GLI STRUMENTI PER LA RICERCA DELLE AREE SONO:
- Catasto delle sorgenti elettromagnetiche;
- Campagne di misura dei campi elettromagnetici con periodicità annuale;
- Strumenti urbanistici vigenti;
- Sopralluoghi visivi;
- Valutazione preventiva di nuovi impianti;
- Elaborazioni cartografiche.

La conseguenza dell’adozione del Regolamento Comunale è la stesura di un Piano di Installazione Comunale (PIC), che contempla le esigenze di copertura dei gestori, filtrate dalle regole stabilite nel Regolamento.